3° tappa

PASSO DEL LAGARE’

La V Brigata è in testa, col suo comandante Vittò ed i suoi 150 muli. Segue, a distanza, la I, della quale fa parte Magnesia (Gino GLORIO), che scrive: “Durante la marcia si propaga la notizia della morte di Cion e di Giulio portando scoramento tra gli uomini……. La salita è aspra e faticosa, le soste sempre più frequenti, di cenare non se ne parla. Basta fermarsi pochi minuti perché il vento freddo faccia gelare il sudore; e tuttavia ci fermiamo sempre più spesso. Sono circa le due del mattinoquando troviamo la prima neve: una tappa più lunga sull’ultimo terreno asciutto e poi su. Finora per riposarci ci eravamo stesi per alleviare il peso dello zaino, ora occorrerà marciare fin che ci sarà neve. Quasi tutti sono vestiti leggeri, qualcuno è addirittura scalzo. La neve soffice non permette ai muli di procedere. Le povere bestie, cariche di armi, di viveri, di materiale sprofondano fino al ventre. I muli vengono scaricati, ma anche così, senza strada è difficile farli avanzare. Il materiale giace sulla neve e se non viene raccolto è perduto. PANTERA e MARIO, Capo di Stato Maggiore e Commissario di Brigata, si caricano sulle spalle le canne da mortaio e a stento, arrancando nella neve, raggiungono un punto solido dove lasciarle…….

E ancora “Sulla neve i muli affondano e tu non sai più come fare a tenerli, se le cavezze si strappano, e di sotto ci sono ancora i tedeschi che sparano, anche se ai primi ostacoli della neve cessano di inseguirci. Tu devi resistere anche se ti pare impossibile tenere ancora sta roba quando non vedi più niente in nevischio di notte; e così con le gambe rotte dalla fatica ti succede invece che tu la roba la perdi pezzo per pezzo, ma i muli e le armi no”. (G.GLORIO, 1979)