Giuseppe GARIBALDI – FRA’ DIAVOLO

Al secolo Giuseppe GARIBALDI, il Partigiano Frà Diavolo era nato a Cipressa (IM) il 9/4/1921 da Giovanni Battista e da Camilla EMANUELLI. Conseguì solo la II Avviamento (Elementare), perché il padre non sopportava di vederlo vestito da balilla. Da militare di leva nel Regio Esercito il giovane Giuseppe operò come Autiere Scelto presso l’Autocentro di Bari, poi combattè in Grecia, Albania e Jugoslavia; nel 1942 venne inviato sul fronte russo con la 51^Officina Mobile Pesante. Rientrato in Italia alla proclamazione dell’Armistizio, a fine ottobre 1943 raggiunge le Langhe, dove entrò a far parte di una formazione “badogliana” (personalmente si ispirava ai principi azionisti di “Giustizia e Libertà”). Tornato a Cipressa per assistere il padre, deceduto poco dopo, egli entra in contatto con Nino SICCARDI – Curto ed inizia attività cospirativa ad Imperia. Si sposta presto in montagna dove diviene Capo-Squadra garibaldina, poi, nel luglio 1944, Comandante del Distaccamento “G.Meccanò” della II Divisione d’Assalto “F.Cascione”, poi, nel novembre dello stesso anno, Comandante di Battaglione ed infine, nel 1945, Comandante della 9^Brigata “D.Arnera” della VI Divisione d’Assalto “S.Bonfante”, dislocata a Cosio d’Arroscia, con Vice Comandante Lello NANTE (che presiedeva il suo Tribunale, noto per la pacatezza dei giudizi).

CURTO, capo indiscusso della Resistenza nella Prima Zona Liguria (compresa tra Ventimiglia, Ceriale e le Alpi cuneesi), si pentì di non aver seguito i suoi consigli (Frà Diavolo aveva, ad esempio, da subito intuito che il famoso “Professore” era una spia) ed essere così andato incontro alla disfatta di Upega. Il 5 settembre 1944 il Nostro partecipa all’epica Battaglia di Monte Grande; l’8 ottobre 1944 partecipa allo scontro di Vessalico in cui fu ferito Silvio BONFANTE “Cion”. FRA’ DIAVOLO mantenne sempre l’autonomia del libero pensatore, manifestando insofferenza verso troppo rigide disposizioni disciplinari; tant’è che, nella sua scheda personale, il Commissario ANPI della I Zona Liguria, Colonnello L.MUSSO, annotò “Si è sempre distinto per le sue doti di coraggio. Sempre primo nelle azioni più rischiose. Il suo distaccamento però ha lasciato a desiderare per disciplina……..”. Giuseppe GARIBALDI scrisse il libro “Dalla Russia all’Arroscia. Ricordo del tempo di guerra” (ISREC IM 1994), nel quale afferma “Non mi è mai piaciuta la parola “Partigiano”; nei primi tempi ci chiamavan ribelli e come tali dovremmo essere ricordati nel tempo”. “Perché lui era ribelle per vocazione, contro l’ipocrisia, la falsità, l’inganno”, scrisse Osvaldo CONTESTABILE, in guerra Commissario della Brigata di Frà Diavolo, in tempo di pace Segretario dell’Istituto Storico per la Resistenza e l’Età Contemporanea di Imperia. A capo della suddetta Brigata “D.Arnera”, FRÀ DIAVOLO liberò Ormea-CN il 27 aprile 1945. Finita la guerra il Nostro Giuseppe venne assegnato alla Polizia Ausiliaria con il grado di Maresciallo, Comandante di Stazione.

Giuseppe GARIBALDI, primo da sinistra, all’ISREC di Imperia, con Sandro PERTINI

Dalla moglie, Antonietta RABELLINO, sposata in tempo di guerra, ad Ubaghetta, ebbe due figli, Eros (1949) e Giampaolo (1957), attuale Presidente della Sezione ANPI “Fischia il Vento” di Imperia. Giuseppe GARIBALDI-Frà Diavolo è stato Vice Presidente dell’ISREC IM. Morì il 6 luglio 1994 all’età di 73 anni. Decorato con Medaglia di Bronzo al Valor Militare. (FIG.D – Fra Diavolo)