Nacque ad Oneglia (Imperia) il 30 ottobre 1920. Suo padre, Nicola (“Coluccio”), Segretario locale del Partito Socialista, che ivi ebbe i natali, fu Sindaco.
Studente in Medicina e Chirurgia a Genova, fu chiamato alle armi nel 1942; Allievo Ufficiale nei Battaglioni di Sanità, riportò, in corso di esercitazione militare, fratture multiple, che gli costarono sette mesi di ricovero ospedaliero, ma gli evitarono di partire per la campagna di Russia, nella quale morirono molti suoi coetanei. Era in convalescenza, assieme ai suoi familiari, sfollati nell’entroterra di Imperia per paura dei bombardamenti, quando, ai primi di marzo 1944, una donna gli chiese di visitare il figlio Partigiano, ferito in un’azione di guerriglia. Denunciato (in quanto non ancora laureato) per abuso di professione dal Medico Condotto del Paese, Libero scappò sulle montagne di Ormea (CN), dove venne reclutato dal Comandante Partigiano “Curto” (Nino SICCARDI), che gli diede l’incarico di organizzare un ospedaletto, cosa che fece, assieme alla Brigata Matteotti, nella canonica di Viozene (Villa Bottaro), messagli a disposizione del Parroco Don Paolo REGIS. Con l’inizio dell’estate l’ospedaletto venne trasferito in posizione meglio difendibile, a Carnino, dove erano disponibili una dozzina di casolari. LIBERO (sia anagraficamente che da Partigiano, come peraltro il “sapista” Libero PICCIOLINI di Alassio), all’epoca, come accennato, studente in Medicina, veniva talora chiamato “U’ MEGHETTU” – il dottorino – o anche “Caduceo”; a diversi “Caduceo” e “Meghettu” si riferiscono però altri riscontri nella letteratura resistenziale; altri Partigiani anagraficamente di nome LIBERO, furono molto importanti nella Prima Zona Liguria, ma ebbero nomi di battaglia diversi, come BRIGANTI (“Giulio”) e VIVERI (“Umberto”).

Libero NANTE, riuscì, con pochi compagni e trasportando diversi feriti e malati, a sfuggire al tragico rastrellamento nazifascista di Upega, che costò la vita alla Medaglia d’Oro al Valor Militare Silvio BONFANTE “Cion” (cui, da ragazzo, Libero insegnò ad andare a caccia ed a sparare), passando dalla via del Marguareis, attraverso il Passo delle Saline, rifugiando nella piemontese Val Corsaglia, transitando dapprima a Rastello e poi raggiungendo, a Fontane, i resti della Divisione Garibaldina “Felice Cascione” (per inciso, Libero aveva frequentato questo eroe della Resistenza, Medico, al tempo del suo tirocinio presso l’Ospedale di Porto Maurizio). In seguito, Libero si trasferì, comandato in missione, ad Alto (CN), assieme alla II Brigata “Nino Berio”, con l’incarico di “Dirigente Sanitario”.
Alla fine della guerra discese, con il suo distaccamento, ad Albenga-SV, entrando, ”tra due ali di folla festante”, in Porta Molino, alle 16.00 del 25 aprile 1945 ed assumendo il controllo dell’Ospedale. Partecipò, con il citato Libero VIVERI, eletto nei mesi successivi Sindaco della Città, all’opera di ricostruzione post bellica.
Molti anni dopo, Libero NANTE, ormai medico polispecialista, chirurgo, docente universitario, fondatore della Casa di Cura “San Michele” di Albenga, racconterà la sua avventura partigiana con il libro ”Tempo di ricordi” (Bacchetta Editore, 1999), per portare un contributo documentario, diaristico, non ideologico, a ”quel momento irripetibile ed esaltante della storia del nostro paese”.

Per i suoi meriti partigiani egli fu decorato con Croce di Guerra e due Stelle d’Argento. Libero Nante morì ad Albenga il 10 ottobre 2004. Nel febbraio 2008 l’Amministrazione Comunale di Albenga gli dedicò i Giardini Pubblici di Viale Pontelungo. Monumenti a lui dedicati si trovano in detti Giardini Pubblici e ad Alto-CN, dove, come accennato, fu Partigiano.
Ai Fratelli NANTE (Raffaello “Lello” fu Vice Comandante della IV Brigata “D.ARNERA” diretta da Fra Diavolo – Giuseppe GARIBALDI; “Angioletta” era “staffetta” e “infermiera” a Viozene-Carnino e poi ad Alto) è dedicata la Biblioteca dell’Istituto Storico per la Resistenza e l’Età Contemporanea di Imperia.

