LE VENE DEL TANARO
Il fatto, qui descritto e in questo luogo avvenuto nell’estate 1944, precedette di pochi mesi le vicende rievocate dal trek OTTOBRE ’44; esso è indicativo del “clima sociale” dell’epoca. ”….. Sentimmo degli spari in rapida successione: prima 3, poi subito un altro, poi altri 2 ancora dopo pochi secondi. Erano stati esplosi circa trecento metri sotto di noi in direzione delle “Vene”….. Scesi di corsa..…mi fermai ansimando a guardare nascosto dietro un blocco di granito……nei pressi di un ponticello notai un confuso movimento di uomini e di bestie da soma…..notai 3 uomini allontanarsi di corsa…..Mi avvicinai con cautela al corpo di un uomo che si contorceva comprimendosi il ventre con le mani. Oltre il ponte…altri 4 corpi apparentemente esanimi…..e poco lontano 3 muli abbandonai con i carichi sul dorso…… Il ferito rantolava con un filo di bava sanguinolenta ai lati della bocca…..farfugliava parole indistinte…..mi parve infine che voleva confessarsi e mi implorava di trovargli al più presto un sacerdote….. Pregai “Balilla”, giovane partigiano che mi accompagnava, di correre a chiedere soccorsi e a cercare il prete di Viozene…….Gli altri 4 cadaveri…..avevano il viso sfigurato ridotto ad una maschera sanguinolenta.….tutti erano stati colpiti frontalmente all’emitorace sinistro nella regione del cuore. Come se gli esecutori avessero avuto il tempo di puntare attentamente prima di premere il grilletto…..Passò circa un’ora prima che “Balilla” tornasse da Viozene col prete (Don Paolo REGIS, ndr) accompagnato da alcuni parrocchiani…..Quegli uomini, di un’età compresa tra i 30 ed i 50 anni, in un modo o nell’altro, erano imparentati con tutti gli abitanti del paese…..il cerchio si strinse intorno agli assassini, che, trovandosi alle strette, una notte si allontanarono dal paese. Movente era una vecchia ruggine di famiglia per futili motivi di proprietà terriere e altri interessi….. Un anno dopo la fine della guerra mi capitò di incontrare casualmente uno degli assassini, in Albenga, …..in libertà provvisoria in attesa della revisione del suo processo per omicidio. Venni così a sapere che gli altri due furono uccisi nell’inverno 1945. Ma non si è mai saputo per mano di chi…..” (L.NANTE, 1979).
Le accuse di spiate ai tedeschi da un lato e di collaborazione con i “ribelli” dall’altro, che le famiglie si scambiarono per giustificare la vicenda, sono un classico esempio di come spesso gli uomini commettono vigliaccherie autogiustificando le loro brutture in nome di nobili cause. Le guerre civili offrono a ciò fertile terreno.
