Ottobre 1944

COM’E’ ANDATA


Eravamo una quarantina al raduno nella Locanda di Upega, all’alba del 19 ottobre 2024. Si
concretizzava l’idea di Valter (LAZZARI), di celebrare con un trekking l’80° anniversario della drammatica ritirata dei Partigiani della Prima Zona Liguria, inseguiti dai Tedeschi, che non avevano sopportato l’affronto loro inflitto con la creazione della Libera Repubblica di Pigna. La proposta era stata discussa ed approvata nella riunione del Raggruppamento Ingauno Volontari della Libertà il
28/11/2022. Il 17 e 18 ottobre 2023 con Valter, suo figlio Giovanni e la guida Riccardo Richy
(NEGRO) avevamo preliminarmente sperimentato il percorso (in totale circa 28 Km per 15 ore di cammino, con 4000 mt di dislivelli, percorsi in due giorni, nell’incantevole scenario alpino, con spunti di interesse ambientale, faunistico, botanico e geologico).
Dalla Locanda di Upega il 19 ottobre 2024 mattina partirono solo in 34 perché io, avendo in carico Anna Maria (GENTILE), Don Gigi (LAURO) e Nello (RAVERA), ottenuto il permesso di superare la sbarra di accesso alla rotabile sterrata del Parco, andavo con il mio fuoristrada ad organizzare la loro accoglienza al Rifugio Mongioie in Pian Rosso.
Il percorso del trek prevedeva alcune soste, la prima nel punto dove trovarono la morte il Vice Comandante della Divisione Garibaldina “F.Cascione” CION (Silvio BONFANTE, Medaglia d’Oro al Valor Militare), il Medico DINASTE (Gian Francesco DE MARCHI, Medaglia d’Argento V.M.), Il Commissario GIULIO (Libero BRIGANTI) e numerosi altri loro compagni, poi al Passo del Lagarè, a Carnino, poi alle Vene del Tanaro; durante le soste Valter e Mario (MESSA) intrattenevano la comitiva con racconti storici e naturalistici.
Il gruppo arrivava a Pian Rosso alle 16,00 circa, accolto dalla fisarmomica di Nello e dal the caldo che Anna Maria aveva preparato per loro. Non fu peraltro facile, anche per il vento che si stava alzando, riunire il gruppo intorno all’altare di fortuna, allestito da Don GIGI. Fu infatti celebrata, come previsto, una S.Messa, in ricordo di quella, riportata nei libri di storia, officiata da Don Paolo REGIS per i Partigiani accampati in Pian Rosso, dove venivano paracadutati gli approvvigionamenti
da parte degli aerei anglo-americani. Giampaolo (USANNA) leggeva il messaggio di Alberto Maria CAREGGIO, Vescovo Emerito di Ventimiglia-Sanremo, guida alpina di San Giovanni Paolo II, che, rincresciuto per non aver potuto partecipare, aveva mandato la sua benedizione agli “escursionisti della Pace” (ALLEGATO).
La sera il gestore del Rifugio Mongioie, Silvano (ODASSO), aveva preparato una cena
rigorosamente a menù partigiano (ALLEGATO). Nello, cui era stata commissionata una scaletta di canti partigiani e di montagna, passò poi a canti in dialetto ligure ed infine, deposta la fisarmonica e passato al sax, a “far ballare sui tavoli” noi e gli altri avventori del Rifugio (tra i quali una giovane coppia di Tedeschi, cosa che ritenemmo molto significativa)
Nel frattempo, fuori il vento era diventato una bufera, che infuriò tutta la notte. Tanto che
l’indomani mattina alcuni decisero di non ripartire per Bocchin d’Aseo e Fontane (li riportai in mattinata ad Upega). Grazie alla fiducia nella Guida ed all’arrivo di due Guardie Forestali messe a disposizione dall’Ente Parco, il grosso del gruppo, tuttavia, dopo l’alzabandiera, ripartì coraggiosamente, sotto l’intensa pioggia. La pioggia accellerò la marcia. Solo una breve schiarita consentì alle Guardie di sbinocolare a Pian dell’Oglio per mostrare i camosci. Poco dopo il Gruppo valicò il Bocchin dell’Aseo ed iniziò la discesa verso Fontane, in Val Corsaglia. Le soste furono ridotte all’essenziale. Il frugale pranzo al sacco fu consumato in una stalla puzzolente, ma almeno al riparo.
All’arrivo a Fontane (Frabosa Soprana-CN), ad aspettarli con me, c’erano tutti gli anziani del
Direttivo RIVL, che non se la erano sentita di affrontare la camminata ed erano giunti in auto.
L’arrivo in anticipo dei trekkers, intorno alle 17, fece saltare la visita alle Grotte di Bossea, che il Comune aveva previsto per intrattenere parenti ed amici dei camminatori. Ci accolse un rinfresco offerto dalla locale Associazione E KYE’, che, come ci spiegò la Presidente Maria CASTAGNINO mantiene vive la storia del territorio e la cultura occitana, di cui il paese è baricentro. Alcuni approfittarono della visita al locale Museo Etnografico, essa pure offerta (guidata dal Vice Sindaco, Aldo PEIRANO). Poi il raduno nella bella chiesa del paese per la cerimonia. La Sindaca di Frabosa Soprana, Jole CARAMELLO, rievocò l’arrivo dei circa 400 Partigiani liguri nel 1944 (in luogo dei 1000 terribili “comunisti” annunciati), la rifocillante accoglienza loro offerta dalla popolazione e dai locali Partigiani, capitanati da Piero COSA. Per l’intero Comprensorio Alta Val Tanaro partecipava significativamente il Sindaco di Ormea, Giorgio FERRARIS. Inno di Mameli, canti Partigiani e consegna degli Attestati. Era notte inoltrata, ed ancora pioveva, quando da Fontane ripartirono le
navette che riportavano “i nostri eroi” alle auto lasciate ad Upega il giorno prima.
Il percorso è stato georeferenziato grazie anche alla collaborazione del CAI di Albenga (tra gli escursionisti vi erano alcuni suoi Soci) ed entrerà a far parte delle “Antiche Vie del Sale” e dei “Percorsi Partigiani”.
Un epitaffio sulla Chiesa di Fontane, che ha accolto noi oggi, come Loro ieri, recita “Verranno tempi che sembrerà leggenda e fu invece realtà, tutti questi luoghi lo sanno, ma bisogna che i vivi lo ricordino”. Pensiamo, con la nostra piccola fatica, di aver onorato la memoria dei nostri Partigiani, che con i loro sacrifici hanno ridato dignità all’Italia sconfitta e invasa. Dalla loro Resistenza è nata la Costituzione, la Repubblica e la ricostruzione post bellica del nostro Paese.


Nico NANTE


IL TREK OTTOBRE 1944
Questo trek rievoca gli ottanta anni dalla tragica ritirata delle I e V Brigate della Divisione d’Assalto garibaldina “F.Cascione”.
Esse, a seguito di un rastrellamento nazi-fascista, iniziato con l’assalto alla Repubblica di Pigna a fine estate 1944, dopo strenua resistenza, nella quale cadde qualche decina di Partigiani, tra cui la Medaglia d’Oro al Valor Militare Silvio BONFANTE “Cion”, dovettero abbandonare le loro posizioni
in Liguria e valicarono, in drammatiche condizioni meteorologiche, fisiche, psicologiche, lo
spartiacque alpino, finché furono accolte e rifocillate dalla popolazione delle Valli Monregalesi e dagli uomini delle formazioni partigiane autonome ivi operanti, nonostante con le stesse avessero avuto, in precedenza, diversi contrasti.

ITINERARIO
1° tappa: UPEGA
Alle ore 20,30 di sabato 14 ottobre 1944 i Tedeschi attaccano a San Bernardo di Mendatica. E’ la prima volta che lo fanno di notte, su un terreno a loro sconosciuto; in effetti non di soldati germanici veri e propri si trattava, ma di Mongoli, che invece erano specialisti della guerriglia.
Poco dopo essi arrivano non segnalati (le sentinelle erano state sorprese dal nemico nel sonno) ad Upega, dove si era trasferito il grosso del nostro “esercito scalzo” al comando di CURTO (Nino SICCARDI) con i feriti in fuga da Pigna e poi da Piaggia. Impossibile resistere al nemico che spara da migliori posizioni. Alle ore 19 del 17 ottobre 1944 i Garibaldini (subito la V e poi la I Brigata) iniziano, da Upega, sotto il fuoco nazi-fascista, quella marcia che rimarrà ricordo incancellabile ed il nostro trekking celebra.
Personaggio di riferimento: CURTU

2° tappa: CROCE DOVE E’ MORTO CION
“Al di là delle ultime case che ti lasci dietro la schiena, ormai c’è soltanto più il bosco spesso, la roccia viva, la neve alta e le raffiche dei tedeschi che non finiscono più…” CION (Silvio
BONFANTE) è barellato, perché ferito giorni prima in uno scontro a Vessalico.
Gli sono vicino i portatori, gli infermieri, il medico Gianfrancesco DE MARCHI (DINASTE), che viene colpito da una raffica mortale. Per liberare gli altri dal suo peso e non cadere prigioniero CION la fa finita, sparandosi al cuore con la pistola, sotto gli occhi della madre, a due passi dal cimitero.
Personaggio di riferimento: CION

3° tappa: PASSO DEL LAGARE’
La V Brigata è in testa, col suo comandante Vittò ed i suoi 150 muli. Segue, a distanza, la I. “La salita è aspra e faticosa, le soste sempre più frequenti, di cenare non se ne parla. Basta fermarsi pochi minuti perché il vento freddo faccia gelare il sudore; e tuttavia ci fermiamo sempre più spesso. CURTO si porta sulle spalle GIULIO (Libero Remo BRIGANTI) il Commissario, col ventre squarciato; salendo se lo sente inerte… Se lo trascina ancora in salita più che può, per non lasciarlo prendere ai tedeschi manco morto, col vento che sibila e con gli spari tra le scaffe, fin sulla roccia del Lagarè, nella tormenta…
Alla fine, come può, gli da sepoltura in quel pietrame franoso, nel nevischio fitto fitto…”
Personaggio di riferimento: VITTO’

4° tappa: CARNINO
“La prima meta è Carnino. Raggiungere Carnino significava essere fuori dell’accerchiamento, al riparo del Marguareis e del Mongioie… Il paese sarebbe militarmente difendibile, ma non ci sono viveri per nutrire i circa 700 uomini, pur decimati e molti già dispersi, delle due Brigate. Si deve proseguire verso il Piemonte.
A ottobre fa scuro presto. Il pensiero di incamminarci senza cena, di notte, tra la neve, ci fa
esitare: niente da fare, dobbiamo lasciare Carnino”…
Personaggio di riferimento: FRA DIAVOLO

5° tappa: LE VENE DEL TANARO
“Quasi tutti sono vestiti leggeri, qualcuno è addirittura scalzo. La neve soffice non permette ai muli di procedere. Le povere bestie, cariche di armi, di viveri, di materiale sprofondano fino al ventre. I muli vengono scaricati, ma anche così, senza strada è difficile farli avanzare.
Il materiale giace sulla neve e se non viene raccolto è perduto”. Qui avvenne un episodio dai
contorni oscuri.
Personaggio di riferimento: LIBERO NANTE Meghettu

7° tappa: BOCCHIN D’ASEO
“Dopo Pian Rosso si fece l’alba e così potemmo scorgere le retroguardie della V Brigata che
s’inerpicavavo verso il Bocchin dell’Aseo. Seguivano numerosi muli carichi delle più svariate cose, compresi i mortai che tanta parte avevano avuto nella difesa di Pigna. Ancora un’ora di marcia e raggiungiamo il Bocchino dell’Aseo. Un ultimo sguardo indietro alla Liguria che lasciamo, forse per sempre”. Mentre la V Brigata iniziava la discesa verso Fontane, VITTO’ era rimasto al Bocchin dell’Aseo con alcuni dei suoi, armati di due mitragliatori per proteggerle le spalle. Intanto, la I Brigata, con il Comando Divisionale, ripercorreva la stessa strada. Li guidava Curto, che, quando arrivò al passo, si buttò nelle braccia di VITTO’ “non vergognandosi di farsi vedere piangere”.
Personaggio di riferimento: MAGNESIA

6° tappa: RIFUGIO MONGIOE–PIAN ROSSO
Cian Russu, Pian Rosso, altipiano a monte di Viozene (1550 mt s.l.m.), svolse un ruolo importante, soprattutto sul finire della guerra, come principale destinazione del materiale bellico e di supporto, paracadutato dagli anglo-americani per le Divisioni Garibaldine. Celebre la S.Messa che Don Paolo REGIS, parroco di Viozene, ivi celebrò per i Partigiani, tra un lancio e l’altro, nella primavera 1945.

In anni più recenti il C.A.I. di Albenga costruì qui il Rifugio Mongioie, oggi in grado di
ospitare i trekkers per la notte e servire loro, previa prenotazione, una frugale “cena del ribelle” con menu rigorosamente dell’epoca.
Personaggio di riferimento: DON REGIS

8° tappa: L’ARRIVO A FONTANE
La discesa dal Bocchin d’Aseo verso Fontane fu, se possibile, anche più snervante della salita.
“La pelle delle mani si spacca, le scarpe fradicie fanno male, vorremmo arrestarci ma i compagni ci sospingono, avanziamo per inerzia. Sono ormai le cinque. Ancora un’ora e scorgiamo un montanaro…. Ci credevano banditi……abbruttiti di fame, di freddo e di fatica, con i vestiti stracciati, le scarpe rotte o senza scarpe, le barbe lunghe, ……..armati di sputafuoco…”.
Ciononostante l’accoglienza che i paesani ed i partigiani piemontesi di stanza in Val Corsaglia (al comando del Capitano Piero COSA) riservarono alle Stelle Rosse liguri fu fraterna e “nel giro di pochi giorni, ci sentimmo completamente ripresi”.
Personaggio di riferimento: PIERO COSA